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"Il linguaggio universale della musica"

Aggiornato il: gen 2




Sabato 9 novembre l'auditorium del liceo Chris Cappell College ha avuto l'onore di far da cornice ad una delle ultime attività proposte dal Rotary Club Golfo d’Anzio. I presenti hanno potuto assistere ad un emozionante concerto lirico tenuto da alcuni degli allievi del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. L’esibizione dei brillanti studenti del Maestro Stella Parenti, ha saputo trasmettere in maniera inequivocabile l'universalità del liguaggio musicale rappresentando il perfetto connubio fra espressione artistica ed impegno sociale. Il ricavato della stessa è stato infatti interamente devoluto in beneficenza in favore del “Progetto Polio - Fondo Annuale”. L’ambito della sanità però non è l'unico settore d'interesse dell'attività rotariana poichè il club si impegna quotidianamente nella promozione di iniziative dedicate anche al mondo dei giovani. La prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, la percezione dell’altro e il rapporto dei ragazzi con il territorio ne sono un valido esempio ma, nella serata di sabato, il presidente Antonio Coppola ha posto l'accento sul futuro coinvolgimento di diversi istituti superiori della zona in progetti di scambio che possano promuovere l’interconnessione culturale. Il concetto di multiculturalità però è stata espresso anche dagli stessi tenori e soprano presenti all'evento poiché, oltre ai performers italiani, erano presenti artisti provenienti da Cina, Armenia e Albania.

Grazie all'accompagnamento del pianista Giuseppe Massimo Sabatini il pubblico è stato guidato all'ascolto di ben 13 brani particolarmente cari alla tradizione italiana. Le arie riprodotte hanno fatto riferimento ad alcune delle opere più note del panorama musicale nazionale con un tocco contemporaneo conclusivo. In apertura il tenore Marco Ciardo ha allietato i presenti con la sua intensa interpretazione di “Una furtiva lagrima” da “L’esilir d’amore” di Donizetti mentre la soprano Olimpia Pagni si è esibita nella celebre “Der Holle Rache” tratta da "Il flauto magico” di Mozart. Di seguito “Che gelida manina”, “Mi chiamano Mimì”, “O soave fanciulla” e “Quando m’en vo’”, tre arie della “Boheme” di Puccini, interpretate dal tenore Zhang Tao e i soprano Goar Faradzhian e Flavja Matmuja. Splendide anche le esibizioni successive con “Addio fiori asil” e un’aria dell’acclamata opera “Madama Buttefly”. Sul finale ancora quattro brani di Puccini tratti da la “Tosca”, “La rondine” e “Turandot”. Tra le rispettive arie "Vissi d’arte", "Chi il bel sogno di Doretta", "In questa reggia" e "Nessun dorma" però è stata proprio quest’ultima l’esibizione che più ha saputo coinvolgere e stupire l’auditorio. In chiusura invece una ventata di cambiamento con “Glitter and be gay” dal “Candide” di Bernstein e un lieto saluto con "Libiamo ne' lieti calici".

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